Monterey Car Week 2026: Ferrari Luce da 40 milioni e aste record

Monterey Car Week 2026, un record dopo l’altro

Per dieci giorni la California è diventata il centro del mondo automobilistico. Tra aste, nuovi modelli e beneficenza, Monterey ha mostrato una cosa molto semplice: Europa e Stati Uniti stanno vivendo l’elettrificazione in modo diverso, ma quando entra in scena il Cavallino Rampante i conti cambiano in fretta.

Dal 7 al 16 agosto 2026, la tranquilla penisola di Monterey ha smesso per qualche giorno di essere tranquilla. Più di 35 eventi hanno riunito concorsi d’eleganza, gare storiche, raduni, presentazioni e aste tra Pebble Beach, Carmel e Laguna Seca.

Ferrari Luce e Shelby Cobra Daytona: le aste record di Monterey

La vendita più alta è stata quella della Shelby Cobra Daytona Coupe del 1964. È una delle sei Daytona Coupe costruite per affrontare la Ferrari 250 GTO; partecipò alla stagione che portò Shelby American al titolo FIA GT del 1965 e fu l’unico esemplare posseduto personalmente da Carroll Shelby. Il prezzo finale, commissioni comprese, è stato di 42,905 milioni: record mondiale per un’auto americana venduta all’asta.

Subito dietro è arrivata la Ferrari Luce “Tailor Made”, venduta da RM Sotheby’s per 40 milioni di dollari. Qui serve una precisazione, era il Chassis 0, cioè il primo telaio di produzione del programma Luce e il primo esemplare della prima Ferrari completamente elettrica. La stima era di soli 1,1 milioni di dollari ma i 40 milioni hanno superato ogni singola aspettativa, per questo abbiamo visto tutti le scene di commozione e grande euforia da parte dei dirigenti Ferrari, che hanno anche voluto lasciar trasparire un certo senso rivincita nei confronti dei feroci commenti di cui è stata soggetta la Ferrari Luce in rete, soprattutto nei primi giorni del suo rilascio da parte di collezionisti ed amatori. È bene ricordare però, che la fondazione stessa ricorda che l’evento nasce come iniziativa di beneficenza, sono stati donati infatti più di 50 milioni di dollari a circa 150 fondazioni a sostegno del territorio, oltre ad esser stata una grande vetrina quindi, l’iniziativa contribuisce attivamente alla crescita del territorio.

Le auto storiche più costose vendute alle aste di Monterey 2026

In generale, la Monterey Car Week è sempre un punto di riferimento per i collezionisti di tutto il mondo poiché aiuta il mercato a stabilire dei prezzi di alcune auto storiche che altrimenti non i vedrebbero all’asta poiché rarissimi; altri pezzi pregiati battuti sono stati ad esempio:

La McLaren F1 GTR del 1996, venduta per 34,655 milioni di dollari, la versione da competizione di una delle sportive più iconiche mai costruite. A renderla ancora più speciale contribuisce la provenienza: per venticinque anni è appartenuta a Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e appassionato collezionista.

Per 18,705 milioni è stata venduta una delle cinque Chevrolet Corvette Grand Sport del 1963 mai costruite. La sua rarità non è studiata a tavolino: è la conseguenza di un programma sportivo interrotto dalla casa madre.

Alla stessa cifra è stata aggiudicata la Ferrari 250 P del 1963, automobile decisiva nell’evoluzione tecnica di Maranello. Fu il primo prototipo sportivo Ferrari con motore V12 collocato dietro al pilota, nonché il primo in assoluto della serie P.

Altra menzione d’onore va alla Ferrari 288 GTO del 1985, venduta per 11,555 milioni di dollari, introdusse la combinazione di V8 biturbo e materiali compositi poi sviluppata sulla F40, e all’asta è stata battuta anche proprio una F40 del 1991 ha raggiunto 8,365 milioni: fu l’ultima Ferrari stradale presentata con Enzo Ferrari ancora in vita e la prima automobile di serie dichiarata capace di superare le 200 miglia orarie.

Aste di auto storiche: perché un prezzo record non è un listino

Attenzione, però, a usare questi numeri come se fossero un listino. Le aste di auto da collezione sono mercate molto particolari, nei quali ogni esemplare fa quasi storia a sé e il contesto gioca un ruolo molto importante, ma questo lo approfondiremo di seguito nell’articolo. Il singolo record va quindi trattato con cautela. Diventa un’indicazione più solida quando risultati simili si ripetono su più modelli e presso case d’asta differenti. Nonostante ciò, però un insegnamento possiamo trarlo: le vetture con una vera storia agonistica continuano a ricevere premi importanti Provenienza, rarità e autenticità sembrano contare più dell’età anagrafica.

Aste di auto storiche negli USA: perché Monterey batte l’Europa

In un salone tradizionale, un nuovo modello lotta per qualche minuto di attenzione. A Monterey viene messo accanto alle auto che hanno costruito la reputazione dei marchi. Non è un dettaglio scenografico: è una strategia di posizionamento.

Qui emerge un’altra differenza importante tra Europa e Stati Uniti. I risultati fanno pensare a un mercato americano più abituato a riunire nello stesso evento auto da collezione, aste, lusso, sponsorizzazioni e beneficenza. Le case d’asta possono costruire cataloghi con decine di vetture da oltre un milione di dollari e trovare una platea che conosce già il meccanismo. Quando arrivano un telaio numero zero o un’auto con una storia irripetibile, il prezzo può uscire dai normali riferimenti: la sala è già preparata a giocare quella partita.

Il confronto più utile arriva dalla stessa casa d’aste e dallo stesso anno. Alla Rétromobile di Parigi 2026, Gooding Christie’s ha superato i 50 milioni di euro, con 66 lotti venduti, un tasso di aggiudicazione dell’80% e dieci vetture oltre il milione. A Pebble Beach, sei mesi più tardi, ha superato i 159 milioni di dollari: 158 lotti venduti, il 94% di aggiudicazioni, 28 auto sopra il milione e un prezzo medio di 1.005.681 dollari.

Il terreno economico aiuta. Secondo il Global Wealth Report 2026 di UBS, negli Stati Uniti si concentra il 35,7% della ricchezza personale mondiale. Questo dato non dice quanti milionari vogliano una Ferrari in garage, ma spiega perché un singolo Paese possa offrire una platea tanto ampia di potenziali acquirenti per beni da collezione molto costosi. L’Europa dispone a sua volta di grandi patrimoni e di una cultura automobilistica enorme, ma li distribuisce tra mercati nazionali, eventi e calendari differenti.

Dire che “in America pagano di più”, però, sarebbe troppo semplice. I numeri superiori nascono dalla concentrazione: nello stesso luogo arrivano grandi collezioni, compratori internazionali, case d’asta, marchi, sponsor e fondazioni. Il denaro trova subito una storia a cui legarsi e la beneficenza rende l’offerta anche un gesto pubblico. In Europa esistono aste prestigiose e collezionisti altrettanto competenti; negli Stati Uniti, Monterey riesce a trasformare tutti questi elementi in un unico spettacolo di mercato.

Per le case europee, gli Stati Uniti offrono una platea di collezionisti, clienti del lusso e case d’asta capace di trasformare un debutto in un fatto di mercato mondiale. Per i marchi americani, il 75° Concours ha ricordato che la storia sportiva locale può competere sul prezzo con i nomi europei più forti.

Mercato auto USA vs Europa: cosa si compra e quali motori vincono

Monterey è un’ottima vetrina per tutti, insomma, per capire però realmente i due mercati e le loro differenze bisogna scendere al livello nei normali showroom.

La prima ce la comunicano le associazioni da cui prenderemo i nostri dati in analisi; ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) è l’organismo che rappresenta i principali produttori di auto, furgoni e camion in Europa, misura le autovetture immatricolate nell’Unione europea; e la NADA, National Automobile Dealers Association (Associazione Nazionale dei Concessionari d’Auto) è una potentissima organizzazione commerciale americana che rappresenta oltre 16.000 concessionarie di auto e camion negli Stati Uniti.

La differenza più concreta riguarda che cosa si compra.

Da una parte (Europa) crossover urbani compatti pensati per strade, parcheggi e costi d’uso europei; dall’altra (America), un mercato nel quale il pick-up da solo vale quasi un veicolo nuovo su cinque.

Poi c’è l’alimentazione, e qui la distanza si vede senza lente d’ingrandimento. Nell’Unione europea, nel primo semestre 2026, le percentuali sommate di nuove immatricolazioni di auto elettriche, ibride e plug-in hanno superato quelle delle macchine con motori a combustione, conquistando più del, 60% del mercato, in Italia è tutto un pò ridotto ma comunque le percentuali di vendita delle auto elettriche/ibride sono aumentate rispetto al 2025. Negli Stati Uniti invece, secondo NADA, i motori a combustione rappresentavano ancora più del 75% dei veicoli leggeri venduti;

In Europa l’elettrificazione è già una parte ordinaria del mercato, e si attesta un’attenzione sempre maggiore nei confronti di questo tipo di vetture, sia forse anche data l’attenzione maggiore all’ecosostenibilità dei cittadini europei.

Questo non significa assolutamente che l’Europa abbia abbandonato il motore a combustione, anzi, moltissimi sono ancora restii e non abbracciano il cambiamento, noi stessi, come gran parte degli appassionati di auto, adoriamo le sensazioni che un’auto, anche se vissuta o prodotta in passato può dare, la nostra passione si fonda proprio su questo, e tramandarla di generazione in generazione è una delle nostre missioni.

Per questo abbiamo scelto di occuparci solo di vetture storiche e sportive, che trattengono l’anima delle automobili VERE, che racchiudono l’anima dei propri ingegneri e costruttori, che raccontano una storia fatta d’amore con il proprietario e di avventure in famiglia, e siamo sicuri che anche molti di voi condivideranno questo nostro pensiero.

Perciò se ti senti uno di noi, se condividi le parole spese in questi ultimi righi, passa a dare un’occhiata sul nostro sito per scoprire la nostra selezione, o anche da noi in garage di persona, per conoscerci dal vivo o toccare con mano le vetture presenti, ti aspettiamo.