
Come ottenere le targhe storiche più velocemente
Targhe storiche più veloci con la circolare MIT 33941, ecco come funziona:
Le targhe storiche hanno sempre esercitato un fascino particolare su collezionisti e appassionati di auto e moto d’epoca. Fino a poco tempo fa, tuttavia, ottenerne una richiedeva tempi lunghi e, soprattutto, obbligava a fermare la vettura finché la nuova targa non fosse pronta. La circolare MIT n. 33941 del 20 novembre 2025 ha cambiato radicalmente questo scenario: grazie alla cosiddetta procedura alternativa, oggi è possibile richiedere le targhe storiche originali senza dover lasciare l’auto in garage. Vediamo nel dettaglio le novità, come fare domanda e perché questa riforma rappresenta una grande opportunità per chi ama i veicoli d’epoca.
Di seguito citiamo la comunicazione ufficiale del MIT (ministero delle infrastrutture e dei trasporti):
“L’aggiornamento della Procedura si sostanzia nell’individuazione di un procedimento alternativo, opzionale rispetto a quello ordinario. Il medesimo procedimento consente di ridurre i tempi di inibizione alla circolazione dei veicoli regolarmente circolanti durante il periodo necessario alla produzione e alla consegna delle targhe d’epoca, contribuendo così a mitigare i disagi recati all’utenza dal fermo temporaneo del veicolo. Vengono altresì rimosse le restrizioni relative alla produzione di targhe storiche, conformi alla grafica originale, per i veicoli antecedenti al 1952.”
Da dove nasce la novità
L’interesse per le targhe d’epoca non è nuovo. Una modifica dell’articolo 93 del Codice della Strada, introdotta dalla legge 178/2020, aveva già aperto la possibilità di riprodurre targhe con la grafica originale, ma fino al 2023 la procedura riguardava solo i veicoli immatricolati dopo il 1952. La nuova circolare del MIT ha abrogato la precedente del 2023 e ha esteso il diritto di richiedere targhe storiche anche alle vetture e motociclette immatricolate dal 1931 in poi.
Vantaggi e significato culturale
Le targhe storiche non sono semplici riproduzioni estetiche. Oltre ad avere piena validità legale, aggiungono autenticità al veicolo e ne preservano l’identità originaria, qualità che vengono spesso premiate nelle esposizioni e nei raduni. La possibilità di richiedere targhe per veicoli antecedenti al 1952 amplifica l’interesse per modelli rarissimi, valorizzando decenni di storia motoristica che rischiavano di essere dimenticati.
La stessa circolare ha introdotto una procedura alternativa che consente di ridurre al minimo il fermo del veicolo: l’istanza di immatricolazione con targa storica può essere presentata dopo la produzione della targa, così il veicolo rimane circolante fino alla consegna del duplicato.
Cosa prevede la procedura alternativa:
La nuova circolare ha sostituito la precedente normativa con due percorsi paralleli:
- Procedura ordinaria – È quella tradizionale. L’intestatario del veicolo presenta l’istanza presso la motorizzazione o lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) e consegna la targa precedente; il veicolo rimane fermo fino alla consegna della nuova targa storica.
- Procedura alternativa: Il proprietario incarica l’IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) di produrre il duplicato della targa storica e, una volta pronta, presenta domanda di immatricolazione con la targa nuova. Il mezzo può circolare regolarmente durante la produzione. Solo alla consegna della targa al proprietario si procede con la sostituzione.
La procedura alternativa è facoltativa, ma risulta un grande vantaggio per chi usa l’auto d’epoca in raduni o per gite domenicali e non vuole rinunciarvi per settimane o mesi. I costi di produzione non cambiano rispetto alla procedura ordinaria: secondo il MIT, il contributo da versare è di 549 euro per le autovetture e 274,50 euro per motocicli e macchine agricole. La modulistica è uniformata su tutto il territorio.
Come richiedere una targa storica
La procedura varia a seconda della situazione del veicolo:
- Veicoli già immatricolati
Chi possiede un veicolo d’epoca già immatricolato, ha perduto la targa o ha una targa irrimediabilmente deteriorata deve compilare l’istanza di produzione e duplicato presso un ufficio della Motorizzazione o allo STA. Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’IPZS realizza la targa con le dimensioni e la grafica dell’epoca.
- Veicoli mai reimmatricolati o senza documenti
Quando il veicolo non risulta registrato in precedenza o non dispone di documenti, il proprietario deve allegare:
- Titolo di proprietà che dimostri il legame con il veicolo (ad esempio atto di vendita o dichiarazione sostitutiva).
- Certificato di rilevanza storica rilasciato da uno dei registri riconosciuti (ASI, FMI, Registro Fiat, Lancia, Alfa Romeo).
• Verifica tecnica positiva presso un centro revisione o la Motorizzazione.
Solo dopo l’esito positivo della verifica si procede con il rilascio del Documento Unico di Circolazione e della targa storica. Anche in questo caso è possibile seguire la procedura alternativa per non lasciare fermo il veicolo.
Collaborazione tra istituzioni
Lo sviluppo della circolare 33941 è frutto di un accordo tra numerosi enti: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), la Direzione Generale della Motorizzazione, l’Automobile Club d’Italia (ACI), l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e i principali registri storici come ASI, FMI, il Registro Fiat, Lancia e Alfa Romeo. Questa sinergia ha permesso di armonizzare procedure e responsabilità, garantendo che le targhe prodotte siano identiche per grafica e materiali a quelle originali.. La collaborazione pubblica‑privata è stata espressamente lodata dai vertici ACI e dalle associazioni di motorismo storico, che la considerano una “soluzione concreta” per tutelare il patrimonio storico automobilistico.
Solo grazie a questa sinergia tra i vari enti è stato possibile semplificare la burocrazia e valorizzare il patrimonio automobilistico italiano, aprendo la strada a una nuova stagione di raduni e manifestazioni; è il momento ideale per restituire ai propri veicoli l’identità che meritano e farlo senza rinunce.
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